CHE COSA TI CHIEDONO LE OSSA?
Di agire il prima possibile: la prevenzione è per il bene di entrambe
Lo sapevi che il rischio di complicanze aumenta nel tempo?
In assenza di una terapia specifica per l’osso, entro un anno dalla diagnosi di metastasi ossea circa 4 donne su 10 con tumore al seno sviluppano una complicanza scheletrica.1
Per questo motivo, come sottolineato anche dalle linee guida AIOM, è fondamentale iniziare il prima possibile una terapia preventiva e mirata contro l’insorgenza di queste complicanze.2
Fonti:
1. Bhowmik D, et al. Curr Med Res Opin. 2019 Mar;35(3):513-523.
2. AIOM. Linee Guida: Trattamento delle metastasi ossee. Edizione2019.

È stato dimostrato che, in assenza di un trattamento mirato per l’osso, il rischio di complicanze scheletriche in seguito alla diagnosi di metastasi ossee aumenta nel tempo. In particolare, circa 4 donne su 10 con tumore al seno sviluppano una complicanza scheletrica a un anno dalla diagnosi di metastasi ossee.1

Per questo motivo le linee guida AIOM sottolineano l’importanza della presa in carico di questa problematica nelle pazienti con tumore al seno metastatico, con l’obiettivo di identificare tempestivamente la presenza di metastasi ossee e di iniziare il trattamento con una terapia specifica per l’osso al momento della prima evidenza di metastasi ossea.2

Quali sono gli esami e gli approfondimenti diagnostici utili alla diagnosi di metastasi ossea?

Di fronte alla presenza di dolore o di una frattura, condizioni che potrebbero far sospettare la presenza di metastasi alle ossa, il medico prescrive esami di approfondimento che permettono di verificare la presenza di una lesione. In genere vengono prescritti esami di diagnostica per immagini, quali:2,3

RADIOGRAFIA
È il primo esame a essere solitamente eseguito e permette di valutare la parte in cui si avverte dolore.
TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) O RISONANZA MAGNETICA (RM)
Consentono una più corretta valutazione dell’esatta localizzazione ed estensione delle metastasi, in particolare nel caso di lesioni a carico della colonna vertebrale.
SCINTIGRAFIA OSSEA O TOMOGRAFIA A EMISSIONE DI POSITRONI (PET)
Permettono una valutazione aggiuntiva e consentono di determinare il numero totale delle metastasi, soprattutto nei casi asintomatici o non ben valutabili radiologicamente.

In alcuni casi, per esempio quando le lesioni ossee sono poche o la diagnostica per immagini non permette di arrivare a una diagnosi certa, potrebbe essere necessario effettuare una biopsia con prelievo di una parte di tessuto osseo “sospetto”, che verrà successivamente analizzato al microscopio e permetterà di avere conferma istologica della presenza di metastasi.3

È POSSIBILE PREVENIRE LE COMPLICANZE CAUSATE DALLE METASTASI OSSEE?

Dal momento che non esistono trattamenti efficaci nel prevenire la comparsa di metastasi ossee, la loro identificazione precoce e la prevenzione delle loro complicanze è una priorità nei casi di tumore metastatico.4

3 CONSIGLI PER PREVENIRE LE COMPLICANZE CAUSATE DALLE METASTASI OSSEE

Sottoporsi con regolarità agli esami di controllo dopo il trattamento del tumore primario.
I controlli periodici e gli screening specifici permettono di giungere a una diagnosi precoce e sono particolarmente importanti nei casi asintomatici.
Fare attenzione alla comparsa di dolore, il più frequente campanello d’allarme per la presenza di metastasi ossee.
Comunicare al proprio medico la comparsa di dolore inaspettato, apparentemente senza giustificazione, che nel tempo diventa costante.
Iniziare una terapia preventiva e mirata per l’osso il prima possibile.
In assenza di terapia specifica per l’osso, circa 4 donne su 10 sviluppano una complicanza scheletrica entro un anno dalla diagnosi di metastasi ossea. Per questo è fondamentale, come raccomandato dalle linee guida AIOM, iniziare quanto prima una terapia preventiva mirata.

Va sottolineato che nel caso del carcinoma mammario vi è una maggiore attenzione nei confronti delle metastasi ossee, proprio per la tendenza di questo tumore a causare metastasi in questa sede. I controlli effettuati in caso di sintomo sospetto permettono di giungere a una diagnosi precoce e a una successiva presa in carico tempestiva, consentendo di prevenire le complicanze scheletriche, quali fratture patologiche, compressione midollare o ipercalcemia.

IN SINTESI:

In assenza di una terapia specifica per l’osso, circa 4 donne su 10 vanno incontro allo sviluppo di complicanze scheletriche entro un anno dalla diagnosi di metastasi ossea.1

La diagnostica per immagini è essenziale per valutare la presenza di lesioni e confermare la diagnosi di metastasi ossee.2,3

L’identificazione precoce delle metastasi ossee e l’inizio tempestivo di una terapia adeguata rimangono, a oggi, due strategie fondamentali per prevenire l’insorgenza di complicanze.4

Fonti:
1. Bhowmik D, et al. Curr Med Res Opin. 2019;35(3):513-523.
2. AIOM. Le metastasi ossee. Informazioni per i pazienti. Edizione 2015.
3. Coleman R, et al. Ann Oncol 2020;S0923-7534(20)39995-6.
4. AIOM. Linee Guida: Trattamento delle metastasi ossee. Edizione 2019.