CHE COSA TI CHIEDONO LE OSSA?
DI NON DIMENTICARTI DI LORO, PERCHÉ ANCHE SE SILENTI HANNO BISOGNO DI TE
Le metastasi ossee possono essere un nemico silenzioso
Se nel 75% dei casi le metastasi ossee sono responsabili di una serie di complicanze scheletriche e sono accompagnate dalla comparsa di dolore e/o altri sintomi, 1 paziente su 4 con tumore solido metastatico rimane asintomatico per un lungo periodo, ma questo non esclude la comparsa delle complicanze caratteristiche di questo tipo di metastasi.1
Fonti:
1. AIOM. Le metastasi ossee. Informazioni per i pazienti. Edizione 2015.

Le metastasi ossee possono essere particolarmente insidiose: circa il 25% delle persone con diagnosi di tumore solido metastatico, tra cui quello alla prostata, rimane asintomatico per diverso tempo e la diagnosi viene fatta con esami eseguiti per altri motivi. Questo non esclude la comparsa di una serie di complicanze, definite eventi scheletrici correlati (SRE), caratteristiche di questo tipo di metastasi.1

Per questo è fondamentale che gli uomini affetti da tumore alla prostata siano attenti alla salute delle loro ossa, si sottopongano a tutti i controlli di routine, siano preparati a riconoscere i sintomi iniziali e li comunichino tempestivamente al medico, in modo da prevenire la comparsa di complicanze scheletriche.

QUAL È IL SINTOMO PIÙ FREQUENTE DI UNA METASTASI OSSEA?

Un dolore inaspettato che si fa sentire in modo improvviso, un dolore nuovo e apparentemente senza giustificazione, questo è il sintomo più comunemente descritto dai pazienti come esordio della malattia ossea. Il dolore può essere intermittente, ma nel tempo diventa costante, una presenza fissa in uno o più punti del corpo e continua.1

A volte può essere difficile distinguere tra un dolore legato alla comparsa di metastasi ossea e un dolore da artrosi o causato da uno sforzo eccessivo. Un campanello d’allarme deve suonare quando il dolore tende a rimanere costante, se non a peggiorare, quando si è sdraiati o si riposa.1

Se si è stati colpiti da una neoplasia alla prostata e si avverte un dolore come quello descritto è importante informare il proprio medico e non sottovalutare l’accaduto. Nel caso in cui si dovesse trattare di metastasi ossea, la presa in carico tempestiva da parte del proprio medico e la disponibilità di terapie che contrastano la perdita di struttura ossea possono prevenire il manifestarsi di complicanze, note come eventi scheletrici correlati (SRE).1


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DOLORE DA METASTASI OSSEA: A COSA FARE ATTENZIONE?

• Dolore inaspettato
• Nuovo e senza giustificazione
• Inizialmente intermittente,
• Tende a rimanere costante
• Può peggiorare da sdraiati

QUALI ALTRI SINTOMI, OLTRE AL DOLORE, DEVONO INSOSPETTIRE?

In aggiunta al dolore, potrebbero manifestarsi anche altri sintomi più specifici, indicativi della comparsa di determinate complicanze, i cosiddetti eventi scheletrici correlati (SRE), ovvero frattura patologica, compressione midollare, ipercalcemia, necessità di chirurgia ortopedica o di radioterapia.1

Frattura patologica
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Dolore molto acuto e improvviso, in assenza di trauma.
Importante difficoltà di movimento o che costringa all’immobilità.
Che cos’è una frattura patologica?
Si tratta di fratture che compaiono in assenza di traumi o in seguito a minime sollecitazioni meccaniche, come per esempio movimenti bruschi o colpi di tosse.1
Le fratture patologiche causano un dolore intenso e una prolungata immobilità, per questo rappresentano una complicanza seria nelle metastasi ossee ed è importante prevenirle;1
Le fratture delle ossa lunghe hanno ripercussioni sulla qualità di vita, dal momento che sono correlate a una serie di conseguenze importanti quali il ricovero ospedaliero, l’immobilizzazione e, quando possibile, l’intervento chirurgico.1
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Compressione a livello del midollo spinale
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Dolore alla schiena o al collo.
Intorpidimento e/o indebolimento di una specifica zona corporea.
Difficoltà a urinare e/o motilità intestinale anomala.
Cosa si intende per compressione midollare?
Quando le metastasi ossee colpiscono la colonna vertebrale, possono comprimere il midollo spinale: in tal caso si verifica la cosiddetta compressione midollare.1 Si tratta di una complicanza che si verifica raramente: si stima che colpisca il 3-5% di tutti i pazienti con tumore, sebbene risulti più comune nei casi di tumore al seno, alla prostata e al polmone.2

Le vertebre più colpite sono quelle del tratto dorsale, seguite da quelle lombari e dalle cervicali. 1

Il dolore è il primo sintomo di compromissione midollare. Successivamente compaiono i segni neurologici tipici quali:1
deficit sensitivi, spesso associati all’insorgenza di formicolio e pizzicore agli arti,
disturbi motori che si traducono in una progressiva difficoltà a camminare o a muovere le braccia,
ritenzione urinaria e stipsi.

Proprio per le conseguenze che può comportare, è fondamentale comunicare tempestivamente al proprio medico la comparsa di dolore e di altri eventuali segni neurologici, così che la compressione midollare venga diagnosticata e trattata il prima possibile.
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Aumento dei valori di calcio nel sangue (ipercalcemia)
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Astenia, debolezza.
Nausea.
Perdita di appetito e/o disidratazione.
Sonnolenza.
Cosa cos’è l’ipercalcemia?
L’ipercalcemia identifica un aumento della concentrazione di calcio nel sangue oltre i valori di normalità. Tale incremento è causato dalla dispersione di calcio, normalmente contenuto nello scheletro, dovuta alla distruzione dell’osso indotta dalle cellule tumorali presenti nelle metastasi.1

Sebbene sia la più comune emergenza metabolica associata a tumore, si tratta di una complicanza relativamente rara.1

L’ipercalcemia può portare a gravi complicanze, quindi è fondamentale riconoscere tempestivamente i principali sintomi a essa associata quali nausea, vomito, stitichezza, senso di sete, sonnolenza e debolezza per poter instaurare fin da subito un trattamento adeguato.3

La gravità dei sintomi è legata alla velocità con cui aumenta la concentrazione di calcio nel sangue, alle condizioni generali di salute e alla presenza di malattie intercorrenti.1
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IN SINTESI:

Le metastasi ossee sono un nemico silenzioso: circa 1 persona su 4 con tumore solido, tra cui quello alla prostata, rimane asintomatica per diverso tempo, ma questo non esclude la comparsa delle complicanze scheletriche caratteristiche di questo tipo di metastasi. Per questo è fondamentale che gli uomini affetti da carcinoma alla prostata siano attenti alla salute delle loro ossa.1

Un dolore inaspettato, apparentemente senza giustificazione, che nel tempo diventa costante è il primo campanello d’allarme che può suggerire la presenza di metastasi ossee.1

In aggiunta al dolore, potrebbero manifestarsi anche altri sintomi più specifici, indicativi della comparsa di determinate complicanze, anche note come eventi scheletrici correlati (SRE) quali:1,3

  • frattura patologica, cioè una frattura che compare in assenza di traumi;
  • compressione midollare, quando le metastasi ossee interessano la colonna vertebrale e vanno a comprimere il midollo spinale;
  • ipercalcemia, che consiste in un aumento della concentrazione di calcio nel sangue oltre i valori di normalità.

Tutte queste complicanze causano a loro volta una serie di conseguenze mediche importanti con un impatto significativo sulla salute generale e sulla qualità di vita. Per questo è fondamentale non sottovalutare la comparsa di dolore e confrontarsi con il proprio medico per una presa in carico tempestiva e l’inizio di una terapia in grado di contrastare la perdita di struttura ossea e prevenire l’insorgenza di eventi scheletrici.1

Fonti:
1. AIOM. Le metastasi ossee. Informazioni per i pazienti. Edizione 2015.
2. Robson P. Clin Med (Lond). 2014;14(5):542-545.
3. AIOM. Linee Guida: Emergenze ed urgenze in oncologia. Edizione 2019.